Facebook stringe accordi con le case discografiche. Ma perché?

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Lo ha già fatto, lo sta facendo tuttora e sicuramente continuerà a farlo in futuro: Facebook sta stringendo sempre più accordi con le case discografiche. Dopo aver siglato un accordo con la Universal Music lo scorso dicembre, il colosso capitanato da Mark Zuckerberg ha anche ottenuto un contratto con Sony/ATV Music Publishing, ma come già detto ci si sta preparando a veder lievitare sempre di più questa lista, tanto è vero che si parla di un accordo in via di definizione con Warner.

Il motivo per cui la società californiana si sta dando un gran bel da fare da questo punto di vista, è chiaro: garantire ai creatori di musica, che sono quindi legittimi detentori del copyright delle loro creazioni, di vedersi riconosciuto il giusto trattamento delle proprie opere. La piattaforma ha così sviluppato dei software capaci di riconoscere le tracce protette da diritti d’autore, pertanto di qui a breve sarà impossibile anche solo riuscire a pubblicare un video in cui viene ritratto, per esempio, un album o un vinile. Anzi, sembra che questa tecnologia abbia già cominciato a funzionare.

A dire il vero non si capisce bene che cosa abbia intenzione di fare Facebook, perché da un lato sembra aver cominciato a bloccare la riproduzione di contenuti coperti da copyright, ma dall’altro sembra vi sia l’intenzione di inaugurare una piattaforma di streaming musicale (o qualcosa di molto simile) e di dare quindi l’opportunità agli utenti di riprodurre liberamente la musica.

Non a caso i dati parlano chiaro: il 63% di coloro che usano Facebook hanno usato musica in streaming durante l’ultimo mese, a riprova insomma di come vi sia un nesso molto interessante tra l’essere iscritti a Facebook e il fare uso di servizi di streaming musicale. D’altronde il pubblico che più bazzica in questi due segmenti di mercato è fondamentalmente quello giovanile.

Molti attenti osservatori, tra l’altro, fanno notare come l’acquisizione da parte di Facebook di Tamara Hrivnak, ex volto noto di YouTube, non sia capitata poi così per caso. Tanto più se si considera il fatto che Hrivnak è stata messa a capo della Global Music Strategy di Facebook!

Insomma, la situazione è a dir poco confusa. Quel che è certo però è che intanto il social network sta siglando accordi con le case discografiche per proteggere il diritto d’autore dei loro artisti: “Siamo entusiasti che nel firmare questo accordo Facebook riconosca il valore della musica e riconosca il fatto che i nostri cantautori è giusto che beneficino dell’uso della loro musica su Facebook”, ha affermato a questo proposito Martin Bandier, CEO di Sony/ATV in una dichiarazione rilasciata a Variety.

L’unico dettaglio che è riuscito a venir fuori è che gli artisti incasseranno royalties sia dai post Facebook che dai post Instagram, anche se come accennato, vale la pena continuare a monitorare la situazione: questo potrebbe essere un passaggio che Facebook si sta dando per tentare di costruire qualcosa di autonomo e quindi di più “grosso”. Che ci sia dietro l’idea di metter su una sorta di piattaforma streaming in funzione anti Spotify, anti Apple Music e anti Amazon Music Unlimited? Chissà!